13.04.2007
Martin Rees, com’è diverso dai nostri big
La Stampa – Tuttoscienze, mercoledì 23
febbraio 2005, pag. 1
di Piero Bianucci
Di sé Martin Rees, brillante astrofisico intervistato qui accanto,
scrive: «Sono cresciuto in una zona rurale dell’Inghilterra… Non
posso dire di aver nutrito da bambino, uno speciale entusiasmo per la scienza… Non
ho mai costruito il mio telescopio o il mio piccolo osservatorio».
Tre pagine dopo soggiunge: «Nel 1972, poco più che trentenne,
divenni docente alla Sussex University, una nuova università fondata
negli Anni 60. Pensavo di restare lì qualche anno, ma quando Hoyle rassegnò le
dimissioni da Cambridge, fui nominato suo successore. Perciò, poco dopo
più di un anno, tornai a Cambridge (…) Tra il 1973 e il 1992
ho tenuto la cattedra che era stata di Hoyle e ancor prima di Eddington».
Colpiscono due cose: il tono sommesso del grande scienziato; il balzo, così agile
ed elegante, a una delle cattedre più prestigiose. Colpiscono per contrasto
con la supponenza di certi nostri scienziati e con la macchina oscura e collusoria
delle carriere universitarie italiane, benché qui non si trami per un
posto a Cambridge ma, talvolta, a Camerino.
Fonte di queste citazioni è il libro di Martin Rees «La
lucciola e il riflettore» (Di Renzo Editore, 94 pagine, 10,50 euro).
Un intreccio di autobiografia, aneddoti, e commenti sugli ultimi sviluppi della
ricerca in fisica e in astrofisica. Dove si sente come la curiosità di
Rees stia un poco virando: l’universo è lo scenario meraviglioso,
ma sul palcoscenico c’è l’uomo (o, più in generale,
la vita!), ed è lì la cosa davvero interessante: «Gli
esseri umani – fa notare Rees – sono a metà strada tra il
macrocosmo e il microcosmo. Ci vorrebbero tanti corpi umani, per fare la massa
solare, quanti sono gli atomi di cui siamo fatti. In effetti, non solo è vero,
ma è anche preciso: se si prende la media geometrica tra la massa di
una stella e la massa di un atomo, si ha un valore di 55 chilogrammi, cioè all’incirca
la massa di un individuo medio. Quindi, le cose più complesse dell’ universo
sono intermedie tra macrocosmo e il microcosmo».